trovato Pierre proprio al principio della battaglia.
Un aiutante, giunto al galoppo dalle flèches, con la faccia pallida e spaventata, riferì a Napoleone che l'assalto era stato respinto e che Compans era ferito e Davoust ucciso, ma nel frattempo le flèches erano state occupate da un altro corpo di truppe nello stesso momento in cui avevano detto all'aiutante che i francesi erano stati respinti, e Davoust era vivo e solamente leggermente contuso. Giudicando in base a questi rapporti necessariamente inesatti, Napoleone impartiva le sue disposizioni che, o erano già state messe in atto prima che egli le impartisse o non potevano essere e non venivano eseguite.
I marescialli e i generali, che si trovavano a più breve distanza dal campo di battaglia, ma che, come Napoleone, non partecipavano alla battaglia stessa e solo di tanto in tanto si inoltravano sotto il fuoco delle palle, senza consultare Napoleone, davano le loro disposizioni e impartivano i loro ordini, sia su dove e di dove sparare, sia dove dovesse galoppare la cavalleria e dove correre la fanteria. Ma anche le loro disposizioni, esattamente come quelle di Napoleone, venivano eseguite in minima parte e raramente. Per lo più accadeva il contrario di quanto essi avevano ordinato. I soldati a cui era stato ordinato di andare avanti, capitando sotto un fuoco a mitraglia, scappavano indietro; i soldati, a cui era stato ordinato di non muoversi, a un tratto, vedendo davanti a sé i russi che comparivano improvvisamente, a volte fuggivano indietro, a volte si gettavano avanti, e la cavalleria galoppava all'inseguimento dei russi in fuga senza che nessuno gliel'avesse ordinato. Così, due reggimenti di cavalleria si gettarono al galoppo attraverso il burrone di Semënovskoe e non appena furono arrivati sull'altura, fecero dietrofront e galopparono indietro a briglia sciolta. Nello stesso modo si muovevano