«Ah! Il m'aime tant!» disse Hélène che credeva, chissà perché, nell'amore di Pierre. «Il fera tout pour moi.»
Bilibin increspò la fronte per annunciare il mot che stava maturando.
«Même le divorce,» disse.
Hélène scoppiò a ridere.
Fra le persone che si permettevano di dubitare della legittimità del matrimonio progettato v'era la madre di Hélène, la principessa Kuragina. Era stata sempre invidiosa di sua figlia e ora che questa stava per realizzare i suoi desideri, non riusciva a rassegnarsi. Chiese consiglio ad un prete russo per sapere se fosse possibile divorziare, contrarre un nuovo matrimonio avendo un marito ancora vivo, e il prete l'assicurò che era impossibile e con sua gioia le mostrò quel passo del Vangelo dove si respinge, categoricamente, la possibilità di risposarsi, vivente il marito.
Armata di questo argomento che le pareva irrefutabile, la principessa si recò dalla figlia di buon'ora, al mattino per trovarla sola.
Dopo aver ascoltato le obiezioni della madre, Hélène sorrise dolcemente e con aria ironica.
«Ma è detto chiaro e tondo: chi sposa una donna divorziata...» disse la vecchia principessa.
«Ah, maman, ne dites pas de bêtises. Vous ne comprenez rien. Dans ma position j'ai des devoirs,» si mise a dire Hélène, passando dal russo al francese, poiché le sembrava che, in russo, la sua faccenda risultasse sempre più imbrogliata. «Ma amica mia...»
«Ah, maman, comment est-ce que vous ne comprenez pas que le Saint-Père, qui a le droit de donner des dispenses...»
In quel momento la dama di compagnia di Hélène entrò per avvertirla che