Indice   [800x750]    Website Info


vous dois la vie et je vous offre mon amitié. Je ne vous dis que ça.»   
   Nel suono della voce, nell'espressione del volto, in tutto il contegno dell'ufficiale c'erano tanta cordialità e tanta nobiltà (come l'intendono i francesi), che Pierre, rispondendo con un sorriso involontario al sorriso del francese, strinse la mano che gli veniva tesa.   
   «Capitaine Ramballe du treizième léger, decoré pour l'affaire du Sept,» si presentò quello con un incontenibile sorriso di soddisfazione che gli increspò le labbra sotto i baffi. «Voudrez vous bien me dire à prèsent, à qui j'ai l'honneur de parler aussi agréablement au lieu de rester à l'ambulance avec la balle de ce fou dans le corps.»   
   Pierre rispose che non poteva dire il suo nome e, arrossendo, cercando intanto di inventarne uno, cominciò a parlare delle ragioni per cui non poteva rivelarlo, ma il francese si affrettò a interromperlo.   
   «De grâce,» disse. «Je comprends vos raisons, vout êtes officier... supérieur, peut-être. Vous avez porté les armes contre nous. Ce n'est pas mon affaire. Je vous dois la vie. Cela me suffit. Je suis tout à vous. Vous êtes gentilhomme?» aggiunse con una sfumatura interrogativa. Pierre assentì con un cenno della testa. «Votre nome da baptême, s'il vous plait? Je ne demande pas davantage. Monsieur Pierre, dites vous... Parfait. C'est tout ce qui je désire savoir.»   
   Quando portarono in tavola il montone, una frittata, il samovar, la vodka e il vino, questi ultimi provenienti da qualche cantina russa, Ramballe pregò Pierre di prender parte a quel pranzo; e subito, da uomo ben in salute e affamato, incominciò a mangiare avidamente, masticando alla svelta con i suoi denti forti, schioccando di continuo le labbra e ripetendo: excellent, exquis! La faccia gli era diventata rossa e si era coperta di sudore. Pierre aveva fame e prese parte con piacere al pranzo.

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti