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giro della stanza. I suoi occhi brillavano e i baffi fremevano leggermente, come se sorridesse di chissà quale intimo e divertente pensiero.   
   «Charmant,» disse a un tratto, «le colonel de ces Wurtembourgeois. C'est un Allemand; mais brave garçon, s'il en fu. Mais Allemand.»   
   Si sedette di fronte a Pierre.   
   «A propos, vous savez donc l'allemand,»   
   Pierre lo guardava e taceva.   
   «Comment dites vous asile en allemand?»   
   «Asile?» ripetè Pierre. «Asile en allemand: Unterkunft.»   
   «Comment dites-vous?» ripeté, incredulo, il capitano. «Unterkunft,» ripetè Pierre.   
   «Onterkoff,» disse il capitano, e per alcuni secondi guardò fisso Pierre con i suoi occhietti ridenti. «Les Allemands sont de fières bêtes. N'est ce pas, monsieur Pierre?» concluse. «Eh bien, encore une bouteille de ce Bordeau moscovite, n'est ce pas? Morel, va nous chauffer encore une petite bouteille? Morel!» gridò allegro il capitano.   
   Morel portò le candele e una bottiglia di vino. Il capitano guardò Pierre alla luce delle candele, e restò evidentemente colpito dall'espressione sconvolta del suo interlocutore. Con il viso sinceramente addolorato e partecipe, si avvicinò a Pierre e si chinò su di lui.   
   «Eh bien, nous sommes tristes,» disse toccando un braccio di Pierre. «Vous aurai-je fait de la peine? Non, vrai, avez-vous quelque chose contre moi,» domandò ancora. «Peut-être rapport à la situation? »   
   Pierre non gli rispondeva nulla, ma lo guardava affettuosamente negli occhi. Quell'espressione di simpatia gli faceva piacere.   
   «Parole d'honneur, sans parler de ce que je vous dois, j'ai de l'amitié

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