pour vous. Puis-je faire quelque chose pour vous? Disposez de moi. C'est à la vie et à la mort. C'est la main sur le coeur que je vous le dis,» disse, picchiandosi il petto.
«Merci,» disse Pierre.
Il capitano osservò attentamente Pierre, così come l'aveva osservato quando aveva saputo come si diceva asilo in tedesco, e il suo volto a un tratto si fece raggiante.
«Ah, dans ce cas je bois à notre amitié!» gridò allegro, versando due bicchieri di vino.
Pierre prese il bicchiere pieno e lo bevve. Ramballe fece lo stesso con il suo, poi strinse ancora una volta la mano a Pierre, e si appoggiò coi gomiti al tavolo in una posa pensierosa e melanconica.
«Oui, mon cher ami, voilà les caprices de la fortune,» cominciò. «qui m'aurait dit je serai soldat et capitaine de dragons au service de Bonaparte, comme nous l'appelions jadis. Et cependant me voilà à Moscou avec lui. Il faut vous dire, mon cher,» proseguì con la mesta e misurata intonazione di chi si accinge a raccontare una lunga storia, «que notre nom est l'un des plus anciens de la France.»
E con la spensierata e ingenua franchezza tipica dei francesi, raccontò a Pierre la storia dei suoi antenati, la sua infanzia, la sua adolescenza e maturità, tutti i suoi rapporti di parentela, di proprietà e di famiglia. «Ma pauvre mère» aveva naturalmente un ruolo rilevante un quel racconto.
«Mais tout cà n'est que la mise en scène de la vie, le fond c'est l'amour. L'amour! N'est ce pas, monsieur Pierre?» disse, animandosi. «Encore une verre. »
Pierre bevve di nuovo e si versò un terzo bicchiere.