«Oh! Les femmes, les femmes! » guardando Pierre con occhi commossi, il capitano si mise a parlare dell'amore e delle sue avventure amorose. Erano naturalmente molte, e ci si poteva credere facilmente guardando la bella faccia soddisfatta dell'ufficiale e l'entusiastica animazione con cui parlava delle donne. Benchè ogni storia d'amore di Ramballe avesse quel carattere leggermente licenzioso in cui consiste, per i francesi, tutto il fascino, tutta la poesia dell'amore, il capitano raccontava le sue storie con tanta sincera convinzione di essere l'unico ad aver provato tutti gli incanti dell'amore, e descriveva in modo così seducente le donne, che Pierre lo ascoltava con curiosità.
Era evidente che l'amour che tanto piaceva al francese non era né quel basso, semplice genere d'amore che Pierre aveva provato una volta per sua moglie, né quell'amore romantico, gonfiato da lui stesso, che aveva provato per Nataša (Ramballe disprezzava in egual modo tutt'e due questi generi d'amore: uno era l'amour de charretiers, l'altro l'amour de niguads ); l'amour a cui il francese era propenso consisteva prevalentemente in particolari rapporti, per lo più contro natura, con le donne e in una combinazione di mostruosità che conferivano a quel sentimento il massimo fascino.
Così il capitano raccontò la commovente storia del suo amore per una affascinante marchesa di trentacinque anni e, nello stesso tempo, per una deliziosa, innocente bambina di diciassette anni, figlia dell'affascinante marchesa. La lotta di generosità fra madre e figlia, terminata col sacrificio della madre che aveva offerto in moglie la figlia al proprio amante, emozionava ancora adesso il capitano, sebbene si trattasse di un ricordo remoto. Poi raccontò un episodio in cui un marito faceva la parte dell'amante, e lui (l'amante) la parte del marito, e vari episodi comici