Indice   [800x750]    Website Info


forti. Nataša sporse la testa nell'aria umida della notte, e la contessa vide le sue spalle esili sussultare tra i singhiozzi e urtare contro il telaio della finestra. Nataša sapeva che a lamentarsi non era il principe Andrej. Sapeva che il principe Andrej era lě, nello stesso gruppo di case in cui loro si trovavano, in un'altra izba vicina, ma quel terribile, incessante lamento le strappava i singhiozzi. La contessa scambiň un'occhiata con Sonja.   
   «Mettiti a letto, tesoro, vieni a coricarti, amore mio,» disse la contessa, sfiorando leggermente con la mano la spalla di Nataša. «Su, vieni a dormire!»   
   «Ah, sě... Subito, vengo subito,» disse Nataša, e si svestě in gran fretta, spezzando i lacci delle gonne.   
   Gettato via l'abito e indossata la camicia da notte, si sedette con le gambe rannicchiate sul giaciglio preparato lě in terra e, gettandosi al di qua della spalla la sua corta treccia sottile, si mise a rifarla. Le lunghe, esili dita, avvezze a questo gesto erano agili e rapide a sciogliere, intrecciare e legare la treccia. E con gesto abituale la testa di Nataša si voltava ora da una parte, ora dall'altra, ma gli occhi, febbrilmente dilatati, guardavano in avanti fissi e immobili. Quando fu terminata la toilette per la notte, Nataša si lasciň andare silenziosamente sul lenzuolo steso sopra il fieno, dalla parte della porta.   
   «Nataša, sdraiati qua in mezzo, tu,» disse Sonja.   
   «No, sto qui,» disse Nataša. «Ma su, venite a letto anche voi,» aggiunse stizzita. E affondň la faccia nel cuscino.   
   La contessa, m.me Schoss e Sonja si spogliarono in fretta e si coricarono. Nella stanza restava soltanto un lume acceso. Ma di fuori

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti