nel passato, scorgiamo unicamente l'interesse storico generale di un'epoca e non scorgiamo invece tutti quegli interessi umani, privati, che agivano nei singoli individui. E d'altronde, nella realtà gli interessi individuali del presente sono tanto più significativi degli interessi generali, che sotto di essi non si avverte mai (e nemmeno si ipotizza) un interesse generale. La maggior parte di coloro che vivevano in quel periodo non rivolgeva alcuna attenzione al corso generale delle cose, e invece si faceva guidare soltanto dai personali interessi del presente. E proprio costoro si trovavano ad essere i più utili protagonisti di quanto allora accadeva.
Quelli che, al contrario, cercavano di cogliere la linea di sviluppo generale delle cose e volevano prendervi parte, con abnegazione ed eroismo, erano invece i membri meno utili della società; vedevano tutto alla rovescia e tutto ciò che facevano per rendersi utili si rivelava un'assurdità completamente inutile, come i reggimenti di Pierre o di Mamonov che saccheggiavano i villaggi russi, o come le filacce che le signore preparavano con cura e che non arrivarono mai ai feriti, e così via. Anche quelli cui piaceva atteggiarsi ad intellettuali ed esprimere apertamente le proprie opinioni, nel discutere della situazione della Russia portavano senza volerlo, nei loro commenti, un'impronta o di falsità e di menzogna, o di inutile biasimo e di rancore contro persone accusate di cose, di cui nessuno poteva aver colpa. Negli avvenimenti storici si palesa con la massima evidenza la proibizione di gustare il frutto dell'albero della conoscenza. Soltanto l'azione inconsapevole può recar frutti, e l'uomo che svolge una certa parte in un evento storico non ne coglie mai il senso. Se tenta di coglierlo, viene colpito dalla sterilità.