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nessuna immagine chiara gli si formava nella mente Già da un pezzo s'era raffigurato il quadro della sua vita futura con Sonja, e tutto era semplice e chiaro proprio perché aveva riflettuto su ogni dettaglio e conosceva alla perfezione la personalità di Sonja; con la principessina Mar'ja, invece, era impossibile immaginarsi la vita futura, perchè non riusciva a capire come lei fosse: l'amava soltanto.   
   I suoi sogni riguardo a Sonja avevano un che di allegro e di infantile, mentre pensare alla principessina Mar'ja era sempre faticoso e un po' penoso.   
   «Come pregava!» veniva rievocando, «si vedeva che tutta la sua anima era nella preghiera. Sì, questa è quella preghiera che muove le montagne, e io sono sicuro che la sua preghiera sarà esaudita. Perché io non prego, chiedendo ciò di cui ho bisogno?» gli venne in mente a un tratto. «Di che cosa ho bisogno? D'essere libero, sciolto da ogni impegno con Sonja. Ha detto la verità,» si disse, pensando alle parole della governatrice, «dal mio matrimonio con lei deriverebbe solo infelicità. Scompiglio, un grosso dispiacere per maman... gli affari... una confusione, uno scompiglio terribile! No, io non l'amo. No, non l'amo come dovrei. Dio mio! tirami fuori da questa situazione terribile, senza via d'uscita!» cominciò improvvisamente a pregare. «Sì, la preghiera può smuovere le montagne; ma bisogna credere, non bisogna pregare come facevamo da bambini io e Nataša quando chiedevamo che la neve si trasformasse in zucchero, e poi correvamo in cortile per vedere se era pieno di zucchero. Adesso, però, io non prego per delle sciocchezze,» pensò, e posata in un angolo la pipa, congiunte le mani, si mise davanti all'icona. Intenerito dal ricordo della principessina Mar'ja, corninciò a pregare come ormai non faceva da molto tempo. Aveva il pianto negli occhi e nella gola quando sull'uscio apparve

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