raccomandò di chiedere aiuto a Dio e al suo Santo.
Non appena il priore se ne fu andato, Nataša prese per mano l'amica e andò con lei nell'altra stanza vuota.
«Sonja, dunque è proprio così? Si salverà?» disse. «Sonja, come sono felice e come sono disgraziata! Sonja, tesoro, tutto è tornato come una volta. Purché viva. Non può... perché, perché...» e Nataša scoppiò a piangere.
«Ah, io lo sapevo! Grazie a Dio,» esclamò Sonja. «Lui vivrà.»
si era disperatamente battuto con il saccheggiatore e con i soldati di pattuglia, quello che aveva pronunciato la solenne frase sulla bambina tratta in salvo; per loro era soltanto il diciassettesimo dei russi, catturati e trattenuti lì per una ragione o per l'altra, secondo le disposizioni delle supreme autorità. Gli unici aspetti singolari di Pierre erano la sua sicurezza, la sua aria tranquilla e pensierosa e la sua scioltezza nell'esprimersi in francese, cosa che stupì grandemente le guardie. Malgrado questo, quel giorno stesso Pierre fu messo insieme agli altri prigionieri sospetti, dato che la stanza isolata, da lui occupata il giorno precedente, si era resa necessaria a un ufficiale. Come per l'astronomia la difficoltà di ammettere il movimento della terra stava nel rinunciare alla sensazione immediata dell'immobilità della terra e all'analoga sensazione del moto dei pianeti, così anche per la storia la difficoltà di riconoscere la subordinazione della personalità alle leggi dello spazio, del tempo e della causalità consiste nel rinunciare alla sensazione immediata di indipendenza della propria personalità. Ma come nell'astronomia la nuova concezione diceva: «È vero, noi non percepiamo il movimento della Terra, ma, ammettendone l'immobilità, arriviamo a un assurdo; ammettendo invece il movimento che pur non sentiamo, giungiamo a