«Io?» chiese a sua volta Karataev. «Ho detto: non la nostra testa, ma il giudizio di Dio,» e dicendo così era convinto di ripetere quel che aveva detto prima. Poi, senza interrompersi, continuò: «Ma voi, signore, avete del vostro? Avete anche una casa? Siete ben sistemato, eh? E ci avete anche una moglie, a casa? E i vostri vecchi sono ancora vivi?» Così gli andava domandando, e Pierre, che pure nel buio non distingueva nulla, ebbe la sensazione che il soldato increspasse le labbra in un sorriso affettuoso nel fargli queste domande. Parve assai rattristato sentendo che Pierre non aveva più i genitori; soprattutto si dispiacque per la madre.
«La moglie per il consiglio, la suocera per l'accoglienza, ma nulla è più prezioso della madre!» Esclamò. «E bambini ne avete?» riprese poi a interrogare.
La risposta negativa di Pierre dovette addolorarlo di nuovo, e si affrettò ad aggiungere:
«Be', siete giovane, se Dio vorrà potrete ancora averne. L'importante è andare d'accordo...»
«Che importanza ha, ormai?» disse Pierre di malavoglia.
«Eh, caro il mio uomo,» replicò Platon. «Al bastone da mendicante e alla galera è difficile dir di no.» Si mise più comodo, tossì; si vedeva che si disponeva a raccontare una lunga storia. «E così, amico caro, io me ne stavo ancora a casa mia.» incominciò. «La proprietà del padrone era grossa, di terra ce n'era tanta, i contadini vivevano bene e anche a casa nostra... insomma, c'era di che ringraziare Dio. Con il babbo si era in sette a andare nei campi. Si viveva bene. Eravamo buoni cristiani. Ma ecco che un giorno...»
E Platon Karataev raccontò la lunga storia di come, andando a far legna in un bosco che non era il suo, l'avesse sorpreso il guardiano, e di come