Indice   [800x750]    Website Info


e aveva smesso di pensarci.   
   Quanto più, in quelle ore di penosa solitudine e di semincoscienza trascorse dopo la ferita, aveva riflettuto al nuovo principio dell'amore eterno che gli s'era svelato, tanto più, senza avvedersene s'era venuto distaccando dalla vita terrena. Amare tutto, tutti, sacrificare in ogni momento se stesso per l'amore: voleva dire non amare nessuno, voleva dire non vivere di questa vita terrena. E quanto più egli si compenetrava in quel principio d'amore, tanto più rinunciava alla vita, e tanto più radicalmente distruggeva quella terribile barriera che sta, se non c'è l'amore, fra la vita e la morte. Quando, nei primi tempi della malattia, pensava che avrebbe dovuto morire, diceva a se stesso: «Ebbene, tanto meglio.»   
   Ma dopo quella notte a Mytišèi, quando, immerso in una sorta di delirio, gli era apparsa colei che aveva tanto desiderato, e quando, premendosi la mano di lei sulle labbra, aveva pianto sommesse lacrime di gioia, l'amore per quella donna si era inavvertitamente insinuato nel suo cuore e l'aveva nuovamente legato alla vita. E pensieri gioiosi e tormentosi avevano cominciato ad attraversargli la mente. Se ricordava quel momento al posto di medicazione, quando aveva scorto Kuragin, non poteva più tornare al sentimento di allora; ora lo tormentava soltanto la domanda se l'altro fosse ancora vivo. E non osava chiederlo a nessuno.   
   La malattia aveva continuato il suo normale decorso, ma quello che Nataša chiamava: «gli è accaduto questo», era sopravvenuto due giorni prima dell'arrivo della principessina Mar'ja. Era stata un'estrema lotta interiore fra la vita e la morte, in cui la morte era uscita vittoriosa. Era stata un'improvvisa consapevolezza di essere ancora attaccato alla vita, che gli si presentava sotto la forma dell'amore per Nataša, e un

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti