Attraverso i vicoli di Chamòvniki i prigionieri erano avanzati soli con la loro scorta e con i carri e i furgoni appartenenti alla scorta; ma una volta sbucati nelle vicinanze dei magazzini di viveri, si imbatterono in un enorme convoglio di artiglieria che procedeva con difficoltà, mischiato a carri privati.
Vicino al ponte tutti si fermarono, aspettando che finissero di passare quelli che erano in testa. Da quel punto i prigionieri potevano vedere, davanti e indietro, file interminabili di altri convogli in movimento. A destra, dove la strada di Kaluga faceva una curva vicino a Neiskucnoie, perdendosi in lontananza, si allungavano a perdita d'occhio file di soldati e di carriaggi. Erano le truppe del corpo di Beauharnais, che si erano messe in moto prima di tutte le altre; indietro, sul lungofiume e attraverso il ponte Kamennyj, si allungavano le truppe e i carriaggi di Ney.Le truppe di Davout, alle quali erano associati i prigionieri, stavano passando per il Krymskij Brod e in parte avevano già imboccato la strada di Kaluga. Ma i carriaggi formavano una fila così lunga che gli ultimi convogli di Beauharnais non erano ancora usciti da Mosca sulla via di Kaluga che la testa delle truppe di Ney sbucava già dalla Bol'šaja Ordynka.
Attraversato il Krymskij Brod, i prigionieri avanzavano di pochi passi, si fermavano per poi di nuovo brevemente avanzare; e da ogni parte uomini e veicoli finivano con l'accalcarsi sempre di più. Dopo aver impiegato più di un'ora per percorrere quelle poche centinaia di passi che separano il ponte dalla strada di Kaluga, e aver infine raggiunto la piazza, dove le vie del quartiere di Zamoskvoreèe si incontrano con la via di Kaluga, i prigionieri, stretti in un mucchio, furono costretti a fermarsi e a sostare per diverse ore in quell'incrocio. Da tutte le parti si udiva,