Indice   [800x750]    Website Info


che indipendentemente da lui mandava rapporti all'imperatore, la seguente lettera:   
   «In conseguenza dei vostri accessi morbosi, vogliate, Eccellenza, appena ricevuta la presente, recarvi senza indugi a Kaluga ove rimarrete in attesa di ulteriori disposizioni e destinazioni da Sua Maestà Imperiale.»   
   Ma subito dopo l'allontanamento di Bennigsen arrivò al campo il granduca Konstantin Pavloviè, che aveva fatto l'inizio della campagna ed era poi stato allontanato dall'esercito su richiesta di Kutuzov. Raggiunto il campo, il granduca comunicò a Kutuzov il malcontento dell'imperatore per i mediocri successi delle nostre truppe e per la lentezza dei movimenti. Sua Maestà in persona aveva intenzione di raggiungere a giorni le truppe.   
   Questo vecchio altrettanto esperto delle faccende di corte che di quelle militari, questo Kutuzov che nell'agosto dello stesso anno era stato eletto comandante in capo contro la volontà dell'imperatore, che aveva allontanato dall'esercito il granduca e erede al trono, e che di sua autorità, contro la volontà dell'imperatore, aveva ordinato l'abbandono di Mosca, questo stesso Kutuzov ora comprese immediatamente che il suo tempo era scaduto, che la sua parte era stata recitata fino in fondo, e che aveva perso del tutto il suo fittizio potere. E non lo capiva solo per l'atmosfera di corte. Da una parte vedeva che la guerra, nella quale aveva recitato la sua parte, era finita, e sentiva che la sua missione era compiuta. Dall'altra, nello stesso tempo, cominciava ad avvertire la stanchezza fisica nel suo vecchio corpo e la necessità di un riposo fisico.   
   Il 29 novembre Kutuzov entrò in Vilno, nella sua «buona Vilno» come

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti