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contraire vous fournir de tout dans le cas même où vous voudriez donner des dîners» esclamò avvampando Èièagov che con ogni sua parola voleva mostrare d'aver ragione e perciò supponeva che anche Kutuzov avesse lo stesso tipo di preoccupazione. Kutuzov abbozzò il suo fine e penetrante sorriso e stringendosi nelle spalle osservò:   
   «Ce n'est que pour vous dire ce que je vous dis.»   
   A Vilno Kutuzov, contro la volontà dell'imperatore, fece fermare la maggior parte delle truppe. Stando a chi gli era vicino, durante questo suo soggiorno a Vilno Kutuzov si lasciò andare e si indebolì fisicamente. Si occupava in modo svogliato delle questioni militari, lasciando far tutto ai suoi generali e in attesa dell'imperatore si dava a una vita dissipata.   
   Partito il 7 dicembre da Pietroburgo con il suo seguito (il conte Tolstoj, il principe Volkonskij, Arakèeev ed altri) l'imperatore arrivò l'11 a Vilno e si recò subito al castello con la sua slitta da viaggio. Davanti al castello, nonostante il gelo intenso, lo attendevano un centinaio di generali e di ufficiali di Stato Maggiore in alta uniforme e il picchetto d'onore del reggimento Semënovskij.   
   Un corriere, arrivando di corsa al castello con un tiro a tre di cavalli madidi di sudore, in modo da precedere l'imperatore, gridò: «Arriva!» Konovnicyn si precipitò nel vestibolo ad avvertire Kutuzov che aspettava nella guardiola del portone.   
   Un minuto dopo la grande e massiccia figura del vecchio in alta uniforme, con tutte le decorazioni che gli ricoprivano il petto e la sciarpa che gli stringeva il ventre, comparve dondolandosi sulla scalinata d'ingresso. Kutuzov si era messo il cappello, teneva in mano i guanti e scendendo gli scalini obliquamente, con una certa fatica, arrivò giù ed

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