lacrime. Ascoltandola, non pensava né al principe Andrej, né alla morte, né a ciň che essa raccontava. L'ascoltava e provava solo compassione per la sofferenza che lei provava nel raccontare.
La principessina, contraendo il viso per trattenere le lacrime, sedeva vicino a Nataša e per la prima volta sentiva la storia di quegli ultimi giorni dell'amore di suo fratello e di Nataša.
Questo racconto doloroso e gioioso era evidentemente necessario a Nataša.
Essa parlava, unendo i particolari piů insignificanti ai segreti piů intimi e dava l'impressione che non avrebbe mai finito. Diverse volte ripeté le stesse cose.
Dietro la porta si sentě la voce di Dessalles che domandava se Nikoluška poteva entrare a dare la buona notte.
«Ed ecco tutto, tutto...» disse Nataša.
Si alzň rapidamente nel momento in cui entrava Nikoluška e quasi corse verso la porta, urtň contro l'uscio nascosto dalla portiera e scappň via dalla stanza con un gemito di sofferenza e di tristezza.
Pierre guardň la porta da cui era uscita e non riusciva a capire come mai a un tratto fosse rimasto solo al mondo.
La principessina Mar'ja lo riscosse da questo stato trasognato richiamando la sua attenzione sul nipote che era entrato nella stanza.
La faccia di Nikoluška, cosě somigliante a quella del padre, in quel momento di intima commozione in cui Pierre si trovava, gli fece un'impressione tale che dopo averlo baciato si ritirň in fretta verso una finestra col fazzoletto in mano. Avrebbe voluto accomiatarsi dalla principessina Mar'ja ma essa lo trattenne.
«No, Nataša e io restiamo in piedi anche fino alle tre; ve ne prego,