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principessina Mar'ja.   
   «Sì, volevo appunto parlarvi,» disse rispondendo allo sguardo di lei come a delle parole. «Principessina, aiutatemi. Che cosa devo fare? Posso sperare? Principessina, amica mia, ascoltatemi. So tutto. So che non la merito; so che per ora non è possibile parlare di questo. Ma voglio solo essere come un fratello per lei. No, non è questo... non voglio, non posso...» Si interruppe e si tormentò il viso e gli occhi con le mani.   
   «Ebbene, ecco,» proseguì, sforzandosi di parlare in modo coerente. «Non saprei dirvi da quando l'amo. Ma in tutta la mia vita ho sempre amato solo lei, lei sola e l'amo al punto che non posso immaginarmi la vita senza di lei. A chiedere la sua mano ora non mi so decidere, ma il pensiero che forse potrebbe diventare mia e che mi lascio sfuggire questa possibilità... questa possibilità... è spaventoso. Ditemi, posso sperare? Ditemi voi, che cosa devo fare? Cara principessina!» disse ancora dopo un momento di silenzio e dato che non riceveva risposta le toccò una mano.   
   «Sto pensando a quello che mi avete detto,» rispose la principessina Mar'ja. «Ecco la mia risposta. Avete ragione, parlarle ora d'amore...» La principessina si interruppe. Avrebbe voluto dire: parlarle adesso d'amore è impossibile, ma si fermò, perché già da tre giorni nel cambiamento così repentino riscontrato in Nataša, aveva intravisto che non solo Nataša non si sarebbe offesa se Pierre le avesse confessato il suo amore, ma che era ciò che desiderava. «Parlarle adesso... Meglio di no,» disse comunque la principessina Mar'ja.   
   «Ma allora che cosa devo fare?»   
   «Affidate la cosa a me,» disse la principessina Mar'ja. «Io so...»   
   Pierre la guardava negli occhi.   
   «Ma dite, dite...» disse.   

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