l'ultima ondata di riflusso del movimento da occidente, ondata di riflusso che dovrà risolvere le difficoltà diplomatiche apparentemente insolubili e porre fine al movimento bellico di questo periodo.
L'uomo che ha devastato la Francia, solo, senza una congiura, senza soldati, arriva in Francia. Qualsiasi guardia potrebbe catturarlo; ma, per uno strano caso, non solo nessuno lo cattura, ma tutti accolgono con entusiasmo l'uomo che maledicevano il giorno prima e malediranno tra un mese.
Quest'uomo è ancora necessario per giustificare l'ultima azione collettiva.
L'azione è compiuta. L'ultima parte è stata recitata. Si ordina all'attore di spogliarsi e di togliersi il cerone e il belletto: non si avrà più bisogno di lui.
E passano alcuni anni durante i quali quest'uomo, nella solitudine della sua isola, recita dinanzi a se stesso una miserevole commedia, ordisce intrighi e mente, cercando di giustificare le proprie azioni, quando questa giustificazione non è più necessaria, e mostra a tutto il mondo che cosa fosse in realtà ciò che gli uomini avevano scambiato per una forza ai tempi in cui una mano invisibile lo guidava.
Il regista, terminato il dramma, spogliato l'attore, ce lo mostra: «Guardate in che cosa avete creduto! Eccolo! Lo capite ora che ero io a muovervi, non lui?»
Ma gli uomini, acciecati dalla forza del movimento, per molto tempo non lo capirono.
Ancora maggiori sono la connessione e la necessità che ci mostra la vita di Alessandro I, il personaggio che fu a capo del contromovimento da oriente a occidente. Che cosa occorreva a un uomo che mettendo in ombra