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   Il 5 dicembre, oltre alla famiglia Bezuchov, era ospite dei Rostov anche un vecchio amico di Nikolaj, il generale a riposo Vasilij Fëdoroviè Denisov.   
   Nikolaj sapeva che l'indomani, giorno della festa, quando sarebbero giunti tutti gli ospiti, avrebbe dovuto togliersi il besmet, indossare una giacca, mettersi le scarpe strette con la punta aguzza, recarsi nella nuova chiesa da lui costruita, e poi ricevere auguri e offrire i zakuski e discorrere delle elezioni della nobiltà e del raccolto, ma quel giorno di vigilia si sentiva ancora in diritto di passarlo come al solito. Fino all'ora di pranzo verificò i conti del borgomastro del villaggio in territorio di Rjazan', dov'era la tenuta del nipote della moglie; scrisse due lettere d'affari e andò a fare un giro di controllo nell'aia, nelle stalle e nelle scuderie. Dopo aver dato disposizioni in vista dell'ubriacatura generale che era prevista per l'indomani, in occasione della festa solenne, rientrò a casa giusto per il pranzo e senza aver avuto il tempo di parlare a tu per tu con la moglie, si sedette alla lunga tavola apparecchiata per venti persone, intorno alla quale si erano riuniti tutti i familiari. A tavola c'erano la madre, la vecchia Belova che viveva con lei, la moglie, i tre figli, la governante, un precettore, il nipote col suo precettore, Sonja, Denisov, Nataša, i suoi tre figli, la loro governante e il vecchio Michail Ivanyè, l'architetto del principe, che viveva a Lysye Gory ormai a riposo.   
   La contessa Mar'ja sedeva al capo opposto della tavola. Non appena il marito si fu seduto al suo posto, dal gesto col quale spostò rapidamente il bicchiere e il bicchierino dopo aver spiegato il tovagliolo, la contessa Mar'ja decise che era di cattivo umore, come gli capitava qualche volta, soprattutto prima della minestra, quando dalle occupazioni in

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