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campagna passava direttamente alla stanza da pranzo. La contessa Mar'ja conosceva molto bene questo suo stato d'animo, e quando era ben disposta, aspettava tranquillamente che avesse mangiato la minestra, e solo allora gli rivolgeva la parola e lo costringeva ad ammettere che non aveva motivi di essere di cattivo umore. Quel giorno però dimenticò completamente questo suo modo di fare; fu addolorata all'idea che fosse adirato con lei senza motivo e si sentì infelice. Gli domandò dove fosse stato. Egli rispose. Gli domandò ancora se tutto funzionava regolarmente nella tenuta. Lui si accigliò sentendo quel suo tono poco naturale e rispose in modo affrettato.   
   «Così non mi sono sbagliata,» pensò la contessa. Mar'ja, «ma perché è arrabbiato con me?» Nel tono col quale Nikolaj le aveva risposto, la contessa Mar'ja aveva avvertito del malanimo nei suoi confronti e il desiderio di troncare il discorso. Si era accorta che le proprie parole avevano un tono sforzato, ma non poté trattenersi dal fare qualche altra domanda.   
   Grazie a Denisov, la conversazione a tavola diventò ben presto generale e animata, e la contessa Mar'ja non parlò più col marito. Quando tutti si alzarono da tavola e andarono a ringraziare la vecchia contessa, la contessa Mar'ja dando il braccio al marito lo baciò e gli domandò perché fosse adirato con lei.   
   «Tu hai sempre delle strane idee, sono ben lontano dall'essere in collera,» disse lui.   
   Ma la parola sempre era di per sé una risposta alla contessa Mar'ja: «sì, sono arrabbiato e non voglio dire perché.»   
   Nikolaj andava così d'accordo con sua moglie che persino Sonja e la vecchia contessa alle quali per gelosia non sarebbe dispiaciuto qualche

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