Indice   [800x750]    Website Info


pensieri della moglie.   
   «Marie, basta, sono sciocchezze. Come fai a non vergognarti?» aggiunse gaiamente.   
   «Mi sembra che tu non possa volermi bene, di essere così brutta... sempre... ma ora poi... in questo stato...»   
   «Ah, come sei buffa! Non si ha cara una persona perché è bella, ma è bella perché ci è cara. Solo Malvina e le altre del suo stampo sono amate perché sono belle; ma forse che io amo mia moglie? Non è che l'ami, ma così, non so come dirti. Senza di te, e quando ecco, tra noi c'è qualche malinteso, io mi sento come perduto e non sono più in grado di far nulla. Ma sì, forse amo il mio dito? No, che non lo amo, ma prova a tagliarmelo!»   
   «No, per me non è così, ma ti capisco. Allora non sei arrabbiato con me?»   
   «Tremendamente arrabbiato,» rispose sorridendo e alzandosi in piedi e ravviandosi i capelli si mise a camminare per la stanza.   
   «Sai, Marie, a che cosa pensavo?» passò subito a dire ora che si erano riconciliati, mettendosi subito a pensare ad alta voce in presenza della moglie. Non le chiedeva se fosse disposta ad ascoltarlo, era superfluo. Gli era venuta in mente una cosa, quindi anche a lei. E le comunicò la sua intenzione di convincere Pierre a restare con loro fino a primavera.   
   La contessa Mar'ja lo ascoltò fino in fondo, fece le sue osservazioni e cominciò a sua volta ad esporre ad alta voce i suoi pensieri. I suoi pensieri riguardavano i bambini.   
   «Come si vede già da ora la donna,» disse in francese, indicando la piccola Nataša. «Voi rimproverate noi donne di mancare di logica. Ecco la nostra logica. Io dico: il babbo vuole dormire, e lei dice: no, ride. Ed è

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti