il matrimonio. E in quei rari momenti in cui il fuoco di un tempo si accendeva nel suo bel corpo, ora perfetto, era anche piů affascinante di prima.
Dal matrimonio Nataša era sempre vissuta con il marito a Mosca, a Pietroburgo e nella campagna nei dintorni di Mosca, o in casa della madre, cioč da Nikolaj. In societŕ, la giovane contessa Bezuchov si faceva vedere assai poco e quelli che l'avevano vista non ne erano entusiasti. Non era né aggraziata né amabile. Non che Nataša preferisse la solitudine (non sapeva neanche lei se le piacesse o no, le pareva anzi di no), ma tra le gravidanze, i parti, le poppate, la partecipazione intensa alla vita del marito, non poteva soddisfare tutte queste esigenze che rinunciando alla vita di societŕ. Tutti coloro che avevano conosciuto Nataša prima del matrimonio si stupivano del cambiamento, davvero straordinario, avvenuto in lei. Soltanto la vecchia contessa, che con il suo intuito materno aveva sempre saputo che tutti gli slanci di Nataša erano originati solo dal bisogno di avere una famiglia, di avere un marito (come lei stessa, non tanto per scherzo quanto in un impeto di sinceritŕ aveva dichiarato a Otradnoe), solo la madre dunque si stupiva dello stupore della gente che non capiva Nataša, e ripeteva di aver sempre saputo che Nataša sarebbe stata una moglie e una madre esemplare.
«Il fatto č che lei spinge all'estremo il suo amore per il marito e per i figli,» diceva la contessa, «tanto che a questo livello la cosa diventa perfino stupida!»
Nataša non seguiva quell'aurea massima professata dalle persone intelligenti e particolarmente dai francesi, secondo la quale una ragazza, sposandosi, non deve lasciarsi andare, non deve trascurare i propri talenti, deve invece aver cura del proprio aspetto ancora piů che da