del matrimonio la famiglia si risolve solamente col non mangiare più di quanto lo stomaco possa digerire e non avere più mogli e mariti di quanto è necessario per una famiglia, ossia una e uno. Nataša aveva bisogno di un marito. Ora l'aveva. E non solo non vedeva la necessità di un altro, miglior marito, ma, dato che tutte le sue energie spirituali erano concentrate su questo marito e sulla famiglia, non poteva nemmeno immaginarsi e non le interessava minimamente farlo come sarebbe stato se tutto fosse stato diverso.
Nataša non amava la compagnia degli estranei in genere, ma tanto più aveva cara la compagnia dei familiari, della contessa Mar'ja, del fratello, della madre e di Sonja. Le era cara la compagnia delle persone alle quali poteva presentarsi spettinata e in vestaglia, uscendo a grandi passi con aria felice dalla stanza dei bambini, e mostrare un pannolino con una macchia gialla anziché verde e ascoltare parole rassicuranti sulla salute del bambino.
Nataša si era lasciata andare a tal punto che i suoi vestiti, le sue acconciature, le sue parole dette a casaccio, la sua gelosia - era gelosa di Sonja, della governante, di ogni donna, bella o brutta che fosse - erano continuamente oggetto di scherzi da parte dei familiari. Era opinione generale che Pierre fosse completamente succube della moglie, ed effettivamente era così. Fin dai primi giorni di matrimonio Nataša aveva avanzato le sue pretese. Pierre era rimasto molto sorpreso da questo modo di vedere della moglie, che gli riusciva assolutamente nuovo, secondo il quale ogni istante della sua vita apparteneva a lei e alla famiglia; si era stupito delle pretese della moglie, ma ne era rimasto lusingato e vi si adeguava.
La sottomissione di Pierre arrivava al punto che non osava non tanto