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come un eroe, con in piů qualcosa di sacro.   
   Da frasi sempre interrotte su suo padre e su Nataša, dall'emozione con cui Pierre parlava del defunto, dalla rispettosa e devota tenerezza con cui Nataša parlava di lui, il ragazzo, che cominciava appena allora a intuire qualcosa dell'amore, si era fatto l'idea che suo padre amasse Nataša e, morendo, l'avesse affidata all'amico. Suo padre poi, che il ragazzo non ricordava, gli appariva come una divinitŕ al di lŕ di ogni immaginazione alla quale non pensava se non con un tuffo al cuore e lacrime di tristezza e di rapimento. E il ragazzo fu felice del ritorno di Pierre.   
   Gli ospiti erano lieti di avere Pierre tra loro perché animava e affiatava qualsiasi compagnia.   
   Le persone adulte di casa, per non parlare della moglie, erano contente del ritorno dell'amico col quale la vita scorreva piů facile e tranquilla.   
   Le vecchie erano contente per i regali che portava e soprattutto perché Nataša si sarebbe ripresa.   
   Pierre conosceva questi diversi modi che avevano gli altri di vederlo e si premurava di dare a ciascuno quello che si aspettava da lui.   
   Pierre, uomo distratto e smemorato fino all'inverosimile, in base a una lista compilata dalla moglie, aveva comperato tutto senza dimenticare né le commissioni della suocera e di suo cognato, né l'abito per la Belova, né i giocattoli per i nipotini. Nei primi tempi del suo matrimonio gli era sembrata strana questa pretesa di sua moglie, di eseguire tutti gli incarichi che si era assunto e l'aveva colpito il sincero dispiacere di lei quando nel suo primo viaggio si era dimenticato di ogni cosa. Ma in seguito si era abituato. Sapendo che Nataša non gli dava nessuna

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