potuto dire, parola per parola, di lui nei confronti di sua moglie.
«Sì, l'ho notato,» disse la contessa Mar'ja.
«Quando gli ho detto che il dovere e il giuramento sono al di sopra di tutto, si è messo a dimostrarmi Dio sa che cosa. Peccato che tu non ci fossi. Che cosa gli avresti detto?»
«Secondo me, tu hai perfettamente ragione. L'ho detto anche a Nataša. Pierre dice che tutti soffrono, sono tormentati, si corrompono e che è nostro dovere aiutare il prossimo. Va da sé che ha ragione,» disse la contessa Mar'ja, «ma dimentica che noi abbiamo altri doveri, più vicini, che Dio stesso ci ha indicato, e che possiamo esporre ai pericoli noi stessi, ma non i nostri figli.»
«Ecco, è proprio quello che gli ho detto io,» le fece eco Nikolaj il quale credeva veramente di aver detto proprio quello. «E loro giù a ribadire che l'amore del prossimo e il cristianesimo... e tutto questo davanti a Nikolen'ka che si era intrufolato nello studio e ha ridotto tutto a pezzi.»
«Ah, sai, Nicolas, Nikolen'ka mi preoccupa molto,.» disse la contessa Mar'ja. «È un ragazzo talmente eccezionale. E ho paura di trascurarlo a vantaggio dei miei figli. Noi tutti abbiamo i nostri figli che hanno dei genitori, lui non ha nessuno. È sempre solo con i suoi pensieri.»
«Ma mi pare proprio che tu non abbia nulla da rimproverarti. Tutto ciò che può fare la madre più affettuosa per il proprio figlio tu lo hai fatto e lo fai per lui. E io, s'intende, ne sono molto contento. È un bravissimo ragazzo. Oggi ascoltava Pierre come dimentico di tutto. E immaginati un po': usciamo per andare a cena e vedo che mi ha fatto a pezzi tutto quello che c'era sulla scrivania, ma me lo ha detto subito. Non mi è mai capitato di sentirgli dire una bugia. È proprio un bravissimo ragazzo!» ripeté