Indice   [800x750]    Website Info


Nikolaj, al quale Nikolen'ka in fondo non piaceva, ma che sentiva sempre il bisogno di riconoscere che era un ottimo ragazzo.   
   «Eppure una madre è un'altra cosa,» disse la contessa Mar'ja. «Sento troppo bene la differenza e questo mi angoscia. È un ragazzo eccellente, ma ho molta paura per lui. Gli farebbe bene stare in compagnia.»   
   «Be', succederà presto; quest'estate lo porterò a Pietroburgo,» disse Nikolaj. «Sì, Pierre è sempre stato e sarà sempre un sognatore,» riprese a dire, tornando alla discussione nello studio, che evidentemente lo aveva turbato. «Ma che cosa dovrebbe importarmi di tutte quelle storie di laggiù, che Arakèeev sia un poco di buono e tutto il resto, e che poteva importarmene quando mi sono sposato ed ero sommerso dai debiti - da poter finire in galera - e avevo una madre che non vedeva e non capiva? E poi tu, i bambini, gli affari. È forse un piacere per me andarmene in giro dalla mattina alla sera per la tenuta o star chiuso in ufficio? No, ma so che è mio dovere lavorare per la tranquillità di mia madre, per sdebitarmi con te e per non lasciare i nostri figli nella povertà come sono stato io.»   
   La contessa Mar'ja avrebbe voluto dirgli che l'uomo non vive di solo pane, che attribuiva troppa importanza agli affari, ma sapeva che era meglio non dirlo e che oltre a tutto era inutile. Si limitò a prendergli una mano e a baciarla. Nikolaj interpretò questo gesto della moglie come un'approvazione delle sue idee e dopo aver riflettuto per qualche tempo in silenzio, continuò ad esprimere ad alta voce le sue considerazioni:   
   «Sai, Marie,» disse, «oggi è arrivato Il'ja Mitrofanyè (l'amministratore generale) dalla tenuta di Tambov e mi ha detto che per il bosco offrono già ottantamila rubli.» E Nikolaj tutto animato in volto prese a parlare della possibilità di riscattare entro brevissimo tempo

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti