si comportano diversamente gli storici generali: a volte, quando gli garba, quando serve alla loro teoria, dicono che il potere è il risultato degli avvenimenti, altre volte, quando devono dimostrare qualcosa d'altro, dicono che il potere produce gli avvenimenti.
Un terzo tipo di storici, che si chiamano storici della cultura, seguendo la via tracciata dagli storici generali, che riconoscono spesso negli scrittori e nelle gran dame forze capaci di produrre gli avvenimenti, interpretano questa forza in modo completamente diverso. Essi la vedono nella cosiddetta cultura, nell'attività intellettuale.
Gli storici della cultura sono perfettamente conseguenti nei confronti dei loro predecessori, gli storici generali: poiché se è possibile spiegare gli avvenimenti storici col fatto che alcune persone sono state in questo o quel rapporto tra di loro, perché non spiegarli col fatto che alcune persone hanno scritto questi o quei libri? Questi storici, fra l'immenso numero di sintomi che accompagnano ogni fenomeno vivente, scelgono il sintomo dell'attività intellettuale e dicono che questo sintomo è la causa. Ma, nonostante tutti gli sforzi per dimostrare che la causa di un dato avvenimento è nella corrispettiva attività intellettuale, solo con molta fatica si può ammettere che tra l'attività intellettuale e il movimento dei popoli vi sia qualcosa di comune, ma non si potrà in nessun modo ammettere che sia l'attività intellettuale a dirigere le azioni degli uomini, poiché fenomeni come le terribili carneficine della rivoluzione francese, derivanti dalle prediche sull'uguaglianza degli uomini, o le guerre spietate e le repressioni, derivanti dalla predicazione dell'amore, sono in contrasto con questa supposizione.
Ma anche ammettendo che siano giuste tutte le astute e complesse elocubrazioni di cui abbondano queste storie; anche ammettendo che i