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si accorgerebbero di aver torto entrambi. Ma colui che afferma che la causa è nel movimento delle ruote si smentisce da sé, perché, una volta che si è inoltrato nel terreno dell'analisi, deve procedere sempre più oltre, e spiegare la causa del movimento delle ruote. E finché non sarà arrivato all'ultima causa del movimento della locomotiva, cioè al vapore compresso nella caldaia, non avrà il diritto di fermarsi nella ricerca della causa. Colui invece che ha spiegato il movimento della locomotiva col fumo spinto indietro dal vento, avendo notato che il movimento delle ruote non forniva la causa, ha preso il primo sintomo che gli è capitato sotto gli occhi e lo ha contrabbandato come causa.   
   L'unico concetto che può spiegare il movimento della locomotiva è il concetto di una forza eguale al movimento visibile.   
   L'unico concetto per mezzo del quale può essere spiegato il movimento dei popoli è il concetto di una forza eguale a tutto il movimento dei popoli.   
   E invece sotto questo concetto i vari storici intendono forze completamente diverse, ma tutte non eguali al movimento visibile. Alcuni vi vedono una forza direttamente inerente agli eroi, come il contadino vedeva il diavolo nella locomotiva; altri una forza derivante dà diverse altre forze, come il movimento delle ruote; altri ancora l'influsso intellettuale, come il fumo portato via dal vento.   
   Fino a quando si scriveranno le storie di singoli personaggi, siano essi i Cesari, gli Alessandri o i Luteri, e non la storia di tutti, di tutti gli uomini senza eccezioni che hanno preso parte agli avvenimenti, non sarà possibile descrivere il movimento del genere umano senza il concetto di una forza che induce gli uomini a indirizzare la loro attività verso un dato scopo. È l'unico concetto di questo genere noto agli storici

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