Nei rapporti internazionali, la volontà delle masse di un popolo si trasferisce sul conquistatore di questo popolo? Nel 1808 la volontà della Confederazione renana si trasferì forse su Napoleone? La volontà della massa del popolo russo si trasferì su Napoleone durante il 1809 quando le nostre truppe, alleate ai francesi, marciarono contro l'Austria?
A queste domande si può rispondere in tre modi:
1) riconoscendo che la volontà delle masse si trasferisce sempre incondizionatamente su quel o quei governanti che esse hanno scelto, e che perciò ogni insorgere di un nuovo potere, ogni lotta contro un potere già trasferito deve essere considerato soltanto come una distruzione del vero potere;
2) riconoscendo che la volontà delle masse si trasferisce sui governanti condizionatamente, a condizioni ben note e determinate, e dimostrando che tutte queste limitazioni, questi urti e anche queste distruzioni del potere derivano dalla inosservanza da parte dei governanti di quelle condizioni sotto le quali il potere è stato loro affidato;
3) riconoscendo che la volontà delle masse si trasferisce sui governanti condizionatamente, ma a condizioni non note e determinate, e che l'insorgere di molti poteri, le loro lotte e la loro caduta derivano soltanto dalla maggiore o minore osservanza da parte dei governanti di quelle condizioni ignote, in virtù delle quali si trasferiscono da certe persone a certe altre le volontà delle masse.
E proprio in questi tre modi gli storici spiegano i rapporti tra le masse e i governanti.
Alcuni storici, non comprendendo nella loro semplicità di spirito, il problema del significato del potere - e alludiamo a quegli scrittori di storie particolari e di biografie di cui si è parlato più sopra - sembrano