Il movimento del popolo russo verso oriente, verso Kazan' e la Siberia trova forse espressione nei particolari del carattere morboso di Ivan IV e nella sua corrispondenza con Kurbskij?
Il movimento dei popoli durante le crociate si spiega forse studiando la vita dei Goffredi e dei Luigi e delle loro dame? Per noi è rimasto incomprensibile il movimento dei popoli da occidente a oriente, senza alcuno scopo, senza una guida, con una folla di vagabondi con Pietro l'Eremita. E ancor più è rimasta incomprensibile la cessazione di questo movimento proprio quando i protagonisti della storia avevano chiaramente stabilito uno scopo ragionevole e santo alle crociate: la liberazione di Gerusalemme. Papi, re e cavalieri incitavano il popolo alla liberazione della Terra Santa, ma il popolo non ci andava, perché quella causa ignota che lo aveva indotto prima al movimento non esisteva più. La storia dei Goffredo e dei maestri cantori non può evidentemente contenere in sé la vita dei popoli la storia dei Goffredo e dei maestri cantori, mentre la storia della vita dei popoli e dei loro impulsi è rimasta sconosciuta.
Ancor meno ci spiega la vita dei popoli la storia degli scrittori e dei riformatori.
La storia della cultura ci spiega gli impulsi, le condizioni di vita e le idee di uno scrittore o di un riformatore. Veniamo a sapere che Lutero aveva un carattere irascibile e che faceva i tali discorsi, veniamo a sapere che Rousseau era diffidente e che ha scritto i tali e i talaltri libri, ma non veniamo a sapere perché dopo la Riforma í popoli si massacrassero, e perché durante la rivoluzione francese avvenisse altrettanto.
Se si uniscono questi due tipi di storia, come fanno gli storici più moderni, avremo una storia di monarchi e di scrittori, ma non la storia