salute - malattia, istruzione - ignoranza, lavoro - ozio, sazietà - fame, virtù - vizio sono soltanto gradi, maggiori o minori, della libertà.
Immaginarsi un uomo privo di libertà non è possibile se non immaginandolo privo di vita.
Se il concetto di libertà appare alla ragione come un'assurda contraddizione, come la possibilità di compiere due azioni diverse nelle medesime condizioni o come un'azione senza causa, questo dimostra soltanto che la coscienza non soggiace alla ragione.
Questa coscienza della libertà, incrollabile, inconfutabile, non soggetta né all'esperienza né al ragionamento, riconosciuta da tutti i pensatori e sentita da tutti gli uomini senza eccezione, questa coscienza senza la quale è impensabile una qualsiasi rappresentazione dell'uomo, costituisce l'altro aspetto del problema.
L'uomo è stato creato da un Dio onnipotente, clemente e onnisciente. Che cos'è il peccato, il concetto del quale deriva dalla coscienza della libertà? Ecco il problema della teologia.
Le azioni degli uomini soggiacciono a leggi generali e immutabili enunciate dalla statistica. In che cosa consiste la responsabilità dell'individuo di fronte alla società, il cui concetto deriva dalla coscienza della libertà? Ecco il problema del diritto.
Gli atti dell'uomo dipendono dal suo carattere innato e dai motivi che agiscono su di lui. Che cosa sono la coscienza morale e la coscienza del bene e del male degli atti che derivano dalla coscienza della libertà? Ecco il problema dell'etica.
L'uomo, in relazione con la vita di tutti gli uomini, appare soggetto alle leggi che determinano tale vita. Ma lo stesso uomo, indipendentemente da questo legame, appare libero. Come dev'essere considerata la vita