3) Per quanto sia accessibile la catena delle cause di una qualsiasi azione, non potremo mai conoscere l'intera catena, poiché essa è infinita, e di nuovo non otterremo mai un'assoluta necessità.
Ma, oltre a ciò; anche se, ammettendo un residuo minimo di libertà pari a zero, noi ammettessimo in un caso qualsiasi, come, per esempio, in un uomo morente, in un embrione, in un idiota, una totale mancanza di libertà, per ciò stesso distruggeremmo il concetto stesso di uomo così come noi lo consideriamo, poiché, non appena non esiste la libertà, non esiste più l'uomo. E perciò la rappresentazione di una azione umana soggetta alla sola legge della necessità, senza il minimo residuo di libertà, è altrettanto impossibile della rappresentazione di un'azione umana assolutamente libera.
Perciò, per rappresentarci un'azione umana soggetta alla sola legge della necessità, senza libertà, noi dobbiamo ammettere la conoscenza di una infinita quantità di condizioni spaziali, di un periodo di tempo infinitamente grande e di una infinita serie di cause.
Per rappresentarci un uomo completamente libero, non soggetto alla legge della necessità, dobbiamo rappresentarlo solo al di fuori dello spazio, al di fuori del tempo e al di fuori di ogni dipendenza dalle cause.
Nel primo caso, se fosse possibile la necessità senza la libertà, giungeremmo alla definizione della legge della necessità attraverso la stessa necessità, cioè a una forma senza contenuto.
Nel secondo caso, se fosse possibile la libertà senza necessità, giungeremmo a una libertà incondizionata al di fuori del tempo, dello spazio e delle cause, la quale libertà per il fatto stesso di essere incondizionata e non limitata da nulla non sarebbe altro che un contenuto