senza forma.
Giungeremmo insomma a quelle due basi sulle quali si fonda la concezione del mondo che ha l'uomo: all'inaccessibile essenza della vita e alle leggi che determinano quest'essenza.
La ragione dice: 1) Lo spazio con tutte le forme che gli dà la sua apparenza - la materia - è infinito e non può essere pensato altrimenti. 2) Il tempo è un infinito movimento senza un solo momento di quiete e non può essere pensato altrimenti. 3) Il nesso fra le cause e gli effetti non ha principio e non può avere fine.
La coscienza dice: 1) Io sono sola e tutto ciò che esiste si riduce a me; di conseguenza, io includo lo spazio; 2) io misuro il tempo che passa con il momento immobile del presente nel quale solo so di vivere; di conseguenza, io sono fuori del tempo; e 3) io sono al di fuori delle cause, poiché mi sento causa di ogni manifestazione della mia vita.
La ragione esprime le leggi della necessità. La coscienza esprime l'essenza della libertà.
La libertà non limitata da nulla è l'essenza della vita nella coscienza dell'uomo. La necessità senza contenuto è la ragione dell'uomo con le sue tre forme.
La libertà è ciò che si considera. La necessità è ciò che considera. La libertà è il contenuto. La necessità è la forma.
Soltanto separando queste due fonti della conoscenza, che stanno tra di loro come forma e contenuto, si ottengono in modo separato i concetti, che reciprocamente si escludono e che non possono essere conosciuti, di libertà e di necessità.
Soltanto unendoli otteniamo una piena rappresentazione della vita dell'uomo.