l'affinità chimica si distinguono fra loro solo perché queste forze sono diversamente definite dalla ragione. Nello stesso modo la forza della libertà dell'uomo per la ragione si distingue dalle altre forze della natura solo per la definizione che ne dà la ragione. La libertà senza la necessità, cioè senza le leggi della ragione che la definiscono, non si distingue in nulla dalla gravità, dal calore o dalla forza vegetativa; per la ragione è soltanto una vaga, indefinibile sensazione della vita.
E, come l'indefinibile essenza della forza che muove i corpi celesti, l'indefinibile essenza della forza del calore, dell'elettricità, o della forza dell'affinità chimica, o della forza vitale costituiscono il contenuto dell'astronomia, della fisica, della chimica, della botanica, della zoologia ecc., così l'essenza della forza della libertà costituisce il contenuto della storia. Ma come l'oggetto di qualsiasi scienza è il modo di manifestarsi di questa ignota essenza della vita, e in sé quest'essenza può essere soltanto l'oggetto della metafisica, così le manifestazioni della forza della libertà umana nello spazio, nel tempo e in dipendenza dalle cause costituisce l'oggetto della storia; mentre la libertà in se stessa è oggetto della metafisica.
Nelle scienze sperimentali chiamiamo leggi della necessità ciò che ci è noto; chiamiamo forza vitale ciò che ci è ignoto. La forza vitale è solo l'espressione di un residuo ignoto di ciò che noi sappiamo dell'essenza della vita.
Esattamente lo stesso nella storia: ciò che ci è noto lo chiamiamo leggi della necessità; ciò che ci è ignoto, libertà. La libertà, per la storia, è soltanto l'espressione di un residuo ignoto di ciò che sappiamo delle leggi della vita dell'uomo.