Indice   [800x750]    Website Info


presi...» gli bisbigliò all'orecchio.   
   «Cosa?... Cosa?... Come osate?...» protestò Teljanin.   
   Ma le sue parole suonarono come un grido lamentoso, disperato, come un'implorazione di perdono. E non appena Rostov ebbe udito il suono di quella voce l'enorme pietra del dubbio gli cadde dall'anima. Provò una grande gioia, e nello stesso istante ebbe compassione dello sciagurato che gli stava davanti; ma ormai doveva andare fino in fondo.   
   «Cosa penserà la gente?» mormorò Teljanin afferrando il berretto e dirigendosi verso una cameretta vuota, «dobbiamo spiegarci...»   
   «Lo so e lo dimostrerò,» disse Rostov.   
   «Io...»   
   La faccia pallida e spaventata di Teljanin cominciò a tremare con tutti i muscoli; gli occhi erano sfuggenti come sempre, ma guardavano sempre in basso, senza sollevarsi fino alla faccia di Rostov. Poi si udirono dei singhiozzi.   
   «Conte!... non rovinate un giovane... ecco questi maledetti denari: prendeteli...» E li gettò su un tavolo. «Ho un vecchio padre, una madre!»   
   Rostov prese i soldi sottraendosi allo sguardo di Teljanin, e senza dir parola si mosse per uscire dalla stanza. Ma sulla soglia si arrestò e tornò sui suoi passi.   
   «Dio mio," disse con le lacrime agli occhi, «come avete potuto fare una cosa simile?»   
   «Conte...» disse Teljanin avvicinandosi.   
   «Non toccatemi,» interruppe Rostov scansandosi. «E se avete bisogno di questi denari, prendeteli.» Gli gettò il borsellino e corse fuori dalla trattoria.   
   

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti