Indice   [800x750]    Website Info


   «Ma è questo il modo? Come montoni! Sì, sì, montoni! Via... date stvada!... Fevmo, laggiù! Tu, col cavvo, demonio! Vi faccio a pezzi con la sciabola!» gridava Denisov. E in effetti, sguainata la sciabola cominciò a farla roteare.   
   Spaventati, i soldati si ammassavano gli uni agli altri, e Denisov si congiunse con Nesvickij.   
   «Come mai non sei ubriaco oggi?» chiese Nesvickij a Denisov, quando questi gli fu accanto.   
   «Neanche il tempo di beve, ti danno!» rispose Vas'ka Denisov. «Tutto il giovno il veggimento è scavaventato di qua e di là. Se c'è da battevsi, ci si batta. Così, invece, lo sa il diavolo che voba è questa!»   
   «Che damerino sei oggi!» disse Nesvickij, osservando la mantellina nuova e la gualdrappa di Denisov.   
   Denisov sorrise. Tolse dalla tasca della sella un fazzoletto profumato e lo mise sotto il naso di Nesvickij.   
   «Che c'è di stvano? Vado a battevmi, no? Mi sono fatto la bavba, mi sono lavato i denti, mi sono pvofumato.»   
   La figura imponente di Nesvickij, scortato dal cosacco, e la risolutezza di Denisov che agitava la sciabola e gridava come un dannato, gli consentirono di aprirsi un varco fino all'estremità del ponte e di fermare la fanteria. All'uscita del ponte Nesvickij trovò il colonnello al quale doveva trasmettere gli ordini e, assolto il suo incarico, tornò indietro.   
   Sgomberata la strada, Denisov si fermò all'imbocco del ponte. Trattenendo con aria annoiata il puledro che scalpitava, smaniando di congiungersi ai suoi compagni, egli guardava lo squadrone che avanzava verso di lui. Sulle assi del ponte risuonò il rumore scandito dagli

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti