fermato alla reggia, e gli offrì la propria casa. Il ministro della guerra gli si accostò, congratulandosi con lui per l'ordine di Maria Teresa di terzo grado, del quale l'imperatore lo aveva insignito. Il ciambellano dell'imperatore lo invitava da parte di sua maestà. Anche l'arciduchessa desiderava vederlo. Il principe Andrej non sapeva a chi rispondere e rifletté per alcuni secondi. L'ambasciatore russo lo prese per una spalla, lo portò verso una finestra e prese a parlare con lui.
Nonostante le previsioni di Bilibin la notizia da lui recata era stata accolta con gioia. Venne disposto un Te Deum di ringraziamento. Kutuzov fu insignito della gran croce di Maria Teresa e a tutta l'armata furono distribuite onorificenze. Bolkonskij fu pressato dagli inviti e per tutta la mattina dovette render visite ai principali dignitari austriaci. Alle cinque del pomeriggio, terminate le sue visite, il principe Andrej, componendo mentalmente la lettera che avrebbe scritto al padre sulla battaglia e sul suo viaggio a Brünn, tornò a casa di Bilibin. Prima di recarsi da quest'ultimo il principe Andrej era andato in una libreria a rifornirsi di libri da leggere al campo, e vi si era attardato. Davanti all'ingresso della casa abitata da Bilibin era ferma una carrozza già carica per metà di bagagli; Franz, il domestico di Bilibin, uscì dalla porta trascinando faticosamente una valigia.
«Che cosa succede?» domandò Bolkonskij.
«Ach, Erlaucht!» disse Franz, deponendo a fatica la valigia sulla carrozza. «Wir ziehen noch weiter. Der Bösewicht ist schon wieder hinter uns her!»
«Come? Che cosa dici?» disse il principe Andrej.
Bilibin era venuto incontro a Bolkonskij. Ora il suo viso imperturbabile rivelava un'intensa emozione.