se noi c'impadroniamo di questo ponte. Andiamoci noi tre e conquistiamolo, questo ponte." "Andiamo," dicono gli altri. Vanno, conquistano il ponte, lo attraversano e ora, con tutto l'esercito da questa parte del Danubio, si dirigono verso di noi, verso di voi e le vostre comunicazioni.»
«Basta con gli scherzi,» disse con aria seria e cupa il principe Andrej.
Questa notizia era dolorosa e nello stesso tempo gradevole per il principe Andrej. Non appena seppe che l'armata russa si trovava in una situazione così disperata, gli venne in mente che proprio lui era destinato a toglierla da una simile situazione; che era arrivata la Tolone che lo avrebbe fatto uscire dalle file degli ufficiali senza alcuna notorietà e gli avrebbe spalancato la strada della gloria! Mentre ascoltava Bilibin già pensava a come, giunto all'armata, avrebbe dato al consiglio di guerra l'unico parere che valesse a salvare l'armata e come gli sarebbe stata affidata l'esecuzione di quel piano.
«Basta con gli scherzi,» disse.
«Non scherzo,» proseguì Bilibin, «non c'è niente di più vero né di più triste. Questi signori arrivano sul ponte da soli e alzano dei fazzoletti bianchi; assicurano che è in corso un armistizio e che loro, i marescialli, vengono per trattare con il principe Auersperg. L'ufficiale di servizio li lascia penetrare nella tête de pont. Loro, da degni guasconi, gli raccontano mille fandonie. Dicono che la guerra è finita, che l'imperatore Franz ha fissato un abboccamento con Bonaparte, che desiderano vedere il principe Auersperg e così via. L'ufficiale manda a chiamare Auersperg; quei signori abbracciano gli ufficiali, scherzano, si siedono sui cannoni; e intanto un battaglione francese entra inosservato sul ponte, butta i sacchi di esplosivo nell'acqua e si avvicina alla tête