Poi si rivolse di nuovo a Pierre.
«Sergej Kuz'miè, da ogni parte,» esclamò, sbottonando l'ultimo bottone del gilè.
Pierre sorrise. Ma da quel suo sorriso si vedeva che comprendeva benissimo che non era la storiella su Sergej Kuz'miè a interessare il principe Vasilij, in quel momento; e il principe Vasilij capì che Pierre l'aveva capito. A un tratto il principe Vasilij bofonchiò qualcosa, poi uscì. Pierre ebbe l'impressione che perfino il principe Vasilij fosse turbato, e il turbamento di quel vecchio uomo di mondo lo commosse. Si volse a guardare Hélène, e gli parve che anche lei fosse turbata. Con lo sguardo pareva dire: «Che farci? La colpa è vostra.»
«Bisogna assolutamente che faccia questo passo, ma non posso, io non posso,» pensava Pierre e riprese a parlare di cose secondarie, di Sergej Kuz'miè, domandando chiarimenti su quell'aneddoto, perché lui non aveva sentito bene. Hélène con un sorriso rispose che non lo sapeva neanche lei.
Quando il principe Vasilij entrò nel salotto, la principessa stava parlando a bassa voce di Pierre con una signora anziana.
«Certo, c'est un parti très brillant, mais le bonheur, ma chère...»
«Les mariages se font dans les cieux,» rispose l'anziana signora.
Con l'aria di non ascoltare le signore, il principe Vasilij si portò in un angolo lontano e sedette su un divano. Chiuse gli occhi e parve sonnecchiare. La testa gli cadde sul petto ed egli si riscosse.
«Aline,» disse alla moglie, «allez voir ce qu'ils font.»
La principessa si accostò alla porta, vi passò davanti con aria indifferente ma compresa, e sbirciò nel salotto. Pierre ed Hélène erano seduti come prima e chiacchieravano.