«È sempre lo stesso,» rispose al marito.
Il principe Vasilij si accigliò; piegò la bocca in una smorfia di dispetto, le sue guance presero a fremere conferendogli quell'espressione sgradevole e volgare che gli era propria. Poi, scuotendosi, buttò indietro la testa e si avviò con fare deciso, passando davanti alle signore, verso il salotto. A passi rapidi, il viso atteggiato a compiacenza, si avvicinò gioiosamente a Pierre. La faccia del principe appariva così solenne che nel vederlo Pierre si alzò tutto spaventato.
«Grazie a Dio!» disse il principe. «Mia moglie mi ha detto tutto!» Cinse Pierre con un braccio e la figlia con l'altro. «Mia cara Lëlja! Sono tanto, tanto contento.» La sua voce tremò. «Volevo molto bene a tuo padre... e lei sarà una brava moglie per te... che Dio vi benedica!...»
Abbracciò la figlia, poi di nuovo Pierre e lo baciò con la sua bocca di vecchio. Lacrime vere bagnavano le sue guance.
«Principessa, vieni qui, dunque,» si mise a gridare. La principessa si avvicinò e prese a piangere anche lei. Anche la vecchia signora si asciugava gli occhi col fazzoletto. Baciarono Pierre e lui baciò varie volte la mano della bellissima Hélène. Dopo un certo tempo li lasciarono nuovamente soli.
«Tutto questo doveva accadere, non poteva essere altrimenti,» pensò Pierre, «perciò è inutile domandarsi se sia bene o no. È bene, perché ormai è deciso e il dubbio tormentoso di prima è venuto meno.» Pierre teneva la mano della sua fidanzata in silenzio e guardava il bel seno che si sollevava e abbassava.
«Hélène!» disse a voce alta, e si fermò.
«In questi casi si deve dire qualcosa di speciale,» pensò, ma non riuscì assolutamente a ricordare che cosa bisognasse dire in casi del