somiglianza del padre, anch'egli nutre per voi.»)
«Ecco, non c'è nemmeno bisogno di portar Mar'ja in società: sono i fidanzati a venire di loro iniziativa.» Disse imprudentemente la piccola principessa, quando ebbe udita la notizia.
Nikolaj Andreeviè si accigliò e non disse nulla.
Due settimane dopo la lettera, una sera arrivarono i domestici del principe Vasilij, e il giorno dopo il principe in persona accompagnato dal figlio.
Il principe Bolkonskij aveva sempre avuto scarsa opinione del principe Vasilij, e questo giudizio s'era ancor più deteriorato negli ultimi tempi, dopo che il principe Vasilij, sotto il nuovo regno dell'imperatore Paolo e poi dell'imperatore Alessandro, era andato molto avanti nei gradi e negli onori. Adesso poi, dagli accenni contenuti nella lettera e dalle parole della piccola principessa, aveva capito dove stava il punto, e nell'anima del principe Nikolaj Andreeviè l'opinione negativa del principe Vasilij s'era trasformata in un sentimento di malevolo disprezzo. Quando parlava di lui non faceva che sbuffare. Il giorno fissato per l'arrivo del principe Vasilij, Nikolaj Andreeviè era particolarmente contrariato e di cattivo umore. Fosse di cattivo umore per l'arrivo del principe Vasilij o fosse particolarmente contrariato dell'arrivo del principe Vasilij perché era di cattivo umore, fatto sta che era di cattivo umore; e Tichon fin dal mattino aveva sconsigliato l'architetto di presentarsi a rapporto dal principe.
«Sentite come cammina,» disse Tichon, facendo notare all'architetto il rumore dei passi del principe. «Quando appoggia forte su tutto il tallone, sappiamo già...»
Tuttavia, come d'abitudine, alle dieci il principe uscì per la