«Hmm! hmm! ch!... ch!» borbottò il principe, e sedette a tavola.
Disse che il piatto era sporco; mostrò una macchia e lo gettò via. Tichon lo afferrò al volo e lo passò al dispensiere. La piccola principessa non si sentiva male, ma aveva un'invincibile paura del suocero. Così avendo saputo che era di cattivo umore, aveva deciso di non scendere.
«Ho paura per il bambino,» aveva detto a M.lle Bourienne, «solo Dio sa cosa mi può succedere, a causa di uno spavento.»
La piccola principessa viveva a Lysye Gory continuamente ossessionata dalla paura e dall'antipatia per il vecchio principe: un'antipatia di cui non si rendeva nemmeno conto, perché la paura la dominava a tal punto che lei non l'avvertiva nemmeno. Il principe, a sua volta, provava antipatia per la nuora ma essa veniva soffocata dal disprezzo. La principessa, una volta abituatasi a Lysye Gory, s'era particolarmente affezionata a M.lle Bourienne; passava le giornate insieme a lei, la pregava di tenerle compagnia di notte e spesso le parlava del suocero, criticandolo.
«Il nous arrive du monde, mon prince,» disse M.lle Bourienne aprendo il bianco tovagliolo con le sue mani rosee. «Son excellence le prince Kouraguine avec son fils, à ce que j'ai entendu dire? » disse in tono interrogativo.
«Hmm... questa excellence è un furbacchione... l'ho fatto assumere io in un ministero,» rispose il principe con aria risentita. «Perché, poi, viene anche il figlio, non riesco a capirlo. Può darsi che la principessa Lizaveta Karlovna e la principessina Mar'ja lo sappiano; ma io ignoro perché si trascini appresso anche suo figlio. Non so proprio che farmene.» E il principe guardò sua figlia che era arrossita.
«Non stai bene, forse? Per paura del ministro, come ha detto oggi quel