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   «Se quello si mette a sbraitare, io me ne vado,» disse Anatol'. «Io, questi vecchi non li posso sopportare. Siamo intesi?»   
   «Ricordati che per te tutto dipende da questo.»   
   In quel frattempo, nelle stanze delle cameriere non soltanto si sapeva dell'arrivo di un ministro con il figlio, ma il loro aspetto era già stato minutamente descritto. La principessina Mar'ja era sola nella sua stanza e si sforzava invano di vincere la propria interna agitazione.   
   «Perché hanno scritto, perché Lise me ne ha parlato? È una cosa impossibile!» ripeteva a se stessa guardandosi nello specchio. «Come farò a entrare in salotto? Se anche mi piacesse, non potrei essere con lui quella che sono adesso.» Il solo pensiero dello sguardo di suo padre la colmava di terrore.   
   La piccola principessa e M.lle Bourienne avevano già avuto da Maša, la cameriera, tutti i necessari ragguagli sul figlio del ministro, che era un bel giovane dalle guance accese e dalle nere sopracciglia, e sul padre, che aveva trascinato a stento le gambe su per le scale, e ancora sul figlio, che gli era corso dietro come un'aquila, facendo tre gradini alla volta. Avute queste informazioni, la piccola principessa e M.lle Bourienne, facendo udire già dal corridoio le loro voci che conversavano animatamente, entrarono nella camera della principessina.   
   «Ils sont arrivés, Marie, lo sapete?» disse la piccola principessa dondolando a causa del suo ventre appesantito e lasciandosi cadere in una poltrona.   
   Ella non indossava più la blusa che portava quel mattino, ma uno dei suoi abiti più belli; i capelli erano acconciati con cura e il suo viso esprimeva un'animazione, che tuttavia non bastava a nascondere i lineamenti smorti e alterati. Con quella toilette che era usa indossare

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