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quando frequentava il bel mondo di Pietroburgo, si notava ancor più quanto fosse imbruttita. Anche l'abbigliamento di M.lle Bourienne mostrava un lieve miglioramento, e questo conferiva un'attrattiva ancor maggiore al suo viso fresco e grazioso.   
   «Eh bien, et vous restez comme vous êtes, chère princesse?» disse. «On va venir annoncer que ces messieurs sont au salon; il faudra descendre, et vous ne faites pas un petit brin de toilette?»   
   La piccola principessa si alzò dalla poltrona, suonò per chiamare la cameriera, e piena di allegria si accinse a escogitare una toilette per la principessina Mar'ja e a metterla in esecuzione. La principessina Mar'ja si sentiva offesa nel suo sentimento di dignità personale per il fatto che l'arrivo di quel suo «promesso» la emozionasse tanto, e ancor più offesa che le sue amiche non concepissero neppure che potesse essere altrimenti. Confessare quanto si vergognava di sé e di loro avrebbe significato tradire la propria emozione; inoltre, rifiutando di indossare la toilette che le proponevano, avrebbe dato luogo a celie e a insistenze piuttosto prolungate. Si fece di fiamma, i suoi magnifici occhi si spensero, la faccia si coprì di macchie e, con quella brutta espressione da vittima che tanto spesso affiorava sul suo volto, ella si abbandonò nelle mani di M.lle Bourienne e di Lise. Le due donne si adoprarono con assoluta sincerità per farla bella. Era così brutta che nessuna delle due poteva certo vedere in lei una rivale; perciò del tutto sinceramente, con quella ingenua e ferma convinzione femminile che l'acconciatura possa rendere bella una persona, si accinsero a vestirla.   
   «No, davvero, ma bonne amie, questo vestito non è bello,» disse Lise, squadrando di lontano la principessina, «ordina che ti portino il tuo vestito color granata. Pensa che forse oggi si decide il destino della tua

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