Lise prese l'abito dalle mani della cameriera e si avvicinò alla principessina Mar'ja.
La voce di lei, di M.lle Bourienne e di Katja, la quale s'era messa a ridere di qualcosa, si fondevano in un gaio chiacchiericcio simile al cinguettio degli uccellini.
«Non, laissez-moi,» disse la principessina.
Nella sua voce c'erano tanta serietà e tanta sofferenza, che il cinguettio degli uccelli subito tacque. Videro che i suoi grandi, bellissimi occhi erano pensierosi e pieni di lacrime, e che guardavano verso di loro con espressione limpida e supplichevole. Capirono che insistere era inutile e perfino crudele.
«Au moins changez de coiffure,» disse la piccola principessa. «Je vous disais,» disse poi, rivolgendosi in tono di rimprovero a M.lle Bourienne, «Marie a une de ces figures, auxquelles ce genre de coiffure ne va pas du tout. Mais du tout, du tout. Changez, de grâce .»
«Laissez-moi, laissez-moi, tout ça m'est parfaitement égal,» mormorò una voce che tratteneva a stento le lacrime.
M.lle Bourienne e la piccola principessa dovettero riconoscere in cuor loro che quell'abbigliamento imbruttiva la principessina Mar'ja, la rendeva più brutta del solito; ma ormai era tardi. Essa le guardava con quella espressione mesta e pensosa che ben conoscevano. Quell'espressione non suscitava in loro alcun timore (la principessina non suscitava questo sentimento in nessuno); ma sapevano che quando quell'espressione appariva sul suo viso, lei diventava taciturna e incrollabile nelle sue decisioni.
«Vous changerez, n'est-ce pas?» disse Lise; poi, siccome la principessina Mar'ja non le rispondeva, uscì.
La principessina Mar'ja rimase sola. Non soddisfece il desiderio di