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Egli le pareva buono, coraggioso, risoluto, virile e magnanimo; ed era convinta che possedesse tutte queste virtù. Migliaia di sogni sulla sua futura vita familiare nascevano senza posa nella sua immaginazione, ma lei li respingeva e si sforzava di nasconderli.   
   «Non sarò troppo fredda con lui?» pensava. «Cerco di contenermi, perché nel profondo dell'anima mi sento già troppo vicina a lui; ma egli non sa ciò che penso e può credere di essermi antipatico.»   
   E la principessina Mar'ja si sforzava, ma non riusciva a esser gentile col nuovo ospite.   
   «La pauvre fille! Elle est diablement laide,» pensava di lei Anatol'.   
   M.lle Bourienne, che la comparsa di Anatol' aveva del pari portata a un alto grado di eccitazione, aveva altri pensieri. Quella ragazza così giovane e graziosa pur senza una posizione sociale ben definita, senza parenti e amici e perfino senza patria, non pensava di dedicare l'intera sua vita al servizio del principe Nikolaj Andreeviè, alla lettura che essa gli faceva ad alta voce e al servizio della principessina Mar'ja. M.lle Bourienne da tempo aspettava un principe russo capace di apprezzare senza indugio la sua superiorità rispetto alle goffe, brutte e malvestite principesse russe; costui si sarebbe innamorato di lei e l'avrebbe portata via con sé. Ed ecco che questo principe russo finalmente era arrivato. M.lle Bourienne aveva per la mente una storia, udita da una zia e da lei perfezionata, che le piaceva ripetere nella sua immaginazione. Era la storia di una ragazza sedotta alla quale compariva in sogno la sua povera madre, sa pauvre mère, per rimproverarla d'essersi data a un uomo fuori del matrimonio. M.lle Bourienne si commuoveva spesso fino alle lacrime raccontando nella sua immaginazione questa storia a lui, il suo seduttore. Adesso questo lui, un vero principe russo, era comparso. Lui l'avrebbe

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