Indice   [800x750]    Website Info


stesso. Ogni volta che, a quelle allusioni, la contessa cominciava a inquietarsi e a sbirciare con ansia ora il conte ora Anna Michajlovna, quest'ultima portava prontamente il discorso su argomenti insignificanti. Nataša, che di tutta la famiglia era la più capace di avvertire le sfumature nei toni, negli sguardi e nelle espressioni dei volti, fin dal principio del pranzo aveva drizzato le orecchie e aveva capito che c'era qualcosa fra suo padre e Anna Michajlovna, qualcosa che riguardava suo fratello, e che Anna Michajlovna stava preparando il terreno. Nonostante tutto il suo ardire (Nataša sapeva come sua madre fosse sensibile a tutto ciò che riguardava qualunque notizia su Nikoluška), essa non osò fare domande. Per l'inquietudine non mangiò nulla, e non fece che rigirarsi sulla sedia senza dar retta alle osservazioni della sua governante. Dopo il pranzo corse a precipizio da Anna Michajlovna, e nella stanza dei divani le si buttò al collo di slancio.   
   «Zietta, dite, che cosa c'è di nuovo?»   
   «Niente, mia cara.»   
   «No, anima mia; no tesoro, delizia mia: io non mi arrendo, lo so che voi sapete qualcosa.»   
   Anna Michajlovna scosse il capo.   
   «Vous êtes une fine mouche, mon enfant,» disse.   
   «È arrivata una lettera di Nikolen'ka? Vero?» gridò Nataša leggendo una risposta affermativa sul viso di Anna Michajlovna.   
   «Ma, per amor di Dio, abbi prudenza: lo sai che maman può impressionarsi.»   
   «Sì, sì. Ma adesso raccontatemi. Non volete raccontarmi? Allora vado subito a dirglielo.»   
   In poche parole Anna Michajlovna riferì a Nataša il contenuto della

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti