Indice   [800x750]    Website Info


   «Ecco. E adesso come ne uscirete?»   
   «Vediamo un po',» rispose Berg, toccando un pezzo e ritirando di nuovo la mano.   
   In quel momento la porta si aprì.   
   «Eccolo finalmente!» gridò Rostov. «E c'è anche Berg! Petisanfan allé cuscé dormir!» gridò, ripetendo le parole della njanja che un tempo facevano ridere lui e Boris.   
   «Mio Dio, come sei cambiato!» Boris si alzò per andare incontro a Rostov, ma, nell'alzarsi, non dimenticò di rimettere a posto gli scacchi che cadevano; e voleva abbracciare l'amico, ma Nikolaj si tirò un po' indietro. Con quella particolare inclinazione dei giovani, che hanno paura delle strade battute, e vogliono manifestare i propri sentimenti senza imitare gli altri, in modo nuovo e non come li manifestano, spesso ipocritamente, gli anziani, Nikolaj avrebbe voluto far qualcosa di speciale incontrandosi, con l'amico: avrebbe voluto dare a Boris un pizzicotto, uno spintone, ma non scambiare un bacio, come facevano tutti. Boris, al contrario, abbracciò tranquillamente e amichevolmente Rostov e lo baciò tre volte.   
   Non si vedevano quasi da sei mesi, e alla loro età, l'età in cui i giovani fanno i primi passi sulla strada della vita, entrambi scoprivano l'uno nell'altro enormi mutamenti, l'impronta nuova degli ambienti che avevano frequentati in quei primi passi. Erano cambiati molto dopo il loro ultimo incontro e tutt'e due desideravano mostrarsi a vicenda i cambiamenti avvenuti in loro.   
   «Guardateli come sono pulitini, freschi, proprio come se venissero adesso da una passeggiata! Altro che noialtri, povera soldatesca di prima linea!» esclamò Rostov con accenti baritonali nella voce che a Boris

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti