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di destrezza francese e di gigioneria italiana! Conoscete le sue storielle sul conte Markov? Il conte Markov era l'unico che sapesse trattare con lui. Conoscete la storia del fazzoletto? È straordinaria!»   
   E il loquace Dolgorukov, rivolgendosi ora a Boris, ora al principe Andrej, raccontò che una volta Bonaparte, per mettere alla prova il nostro ambasciatore Markov, lasciò cadere il fazzoletto davanti a lui e poi si fermò, guardandolo e probabilmente attendendosi da lui un atto di ossequio. Allora Markov, da parte sua, lasciò cadere il suo fazzoletto lì vicino e poi raccolse il suo senza raccogliere quello di Bonaparte.»   
   «Charmant,» disse Bolkonskij. «Ma ecco, principe, ero venuto da voi in veste di postulante per questo giovanotto. Vedete un po' se...»   
   Ma il principe Andrej non riuscì a terminare la frase perché nella stanza entrò un aiutante che convocava il principe Dolgorukov dall'imperatore.   
   «Ah, che disdetta!» disse Dolgorukov alzandosi in fretta e stringendo le mani del principe Andrej e di Boris. «Ad ogni modo sarò ben lieto di fare tutto ciò che dipende da me, per voi e per questo simpatico giovane.» Strinse ancora una volta la mano di Boris con un'espressione di bonaria, sincera e animata spensieratezza. «Ma vedete bene...» disse, «un'altra volta!»   
   Il pensiero di essere in quel momento così vicino al potere supremo, agitava Boris. Sentiva di trovarsi a contatto con le molle che guidavano tutti quegli enormi movimenti di masse di cui lui, nel suo reggimento, era solo una piccola, docile e insignificante particella. Si avviarono nel corridoio dietro il principe Dolgorukov e incontrarono, mentre usciva dalla stessa porta della stanza dell'imperatore nella quale prima era entrato già Dolgorukov, un uomo in borghese di bassa statura, con un viso

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