entusiasmo di quegli uomini - non fu che lo svolgersi della battaglia di Austerlitz, della cosiddetta battaglia dei tre imperatori, ossia un lento spostarsi della lancetta storico-mondiale sul quadrante della storia dell'umanità.
Quel giorno il principe Andrej era di servizio e rimase sempre accanto al comandante in capo.
Alle sei di sera Kutuzov giunse al quartier generale degli imperatori e, dopo aver conferito brevemente col sovrano, si recò dal gran maresciallo di corte, conte Tolstoj.
Bolkonskij ne approfittò per passare da Dolgorukov e informarsi sui particolari dell'azione imminente. Il principe Andrej sentiva che Kutuzov era scontento, turbato da qualcosa, che di lui erano malcontenti al quartier generale, e che tutte le persone del quartier generale degli imperatori avevano con lui il tono di gente che sa qualcosa che gli altri non sanno. Per queste ragioni, dunque, desiderava far quattro chiacchiere con Dolgorukov.
«Buongiorno, mon cher,» disse Dolgorukov che stava prendendo il tè insieme con Bilibin. «La festa è per domani. Che fa il vostro vecchio? È di cattivo umore?»
«Non dirò che sia di cattivo umore, ma a quanto mi sembra vorrebbe essere ascoltato.»
«L'hanno ascoltato, al consiglio di guerra, e lo ascolteranno quando dirà cose sensate. Ma indugiare e aspettare chissà che, proprio ora che Bonaparte teme più d'ogni cosa una battaglia campale, non è più possibile.»
«Ma voi l'avete visto?» disse il principe Andrej. «Com'è Bonaparte? Che impressione vi ha fatto?»